geo-grafie

(una selezione)

Il posto dei tigli, Nazione Indiana

«Le mattine di giugno hanno un profumo tutto speciale, che sa di pistilli e cielo, foglie verdi e vento fresco sulle strade accaldate. È così che i tigli alla fine non si trattengono, e si lasciano sbocciare tra le foglie grappoli di fiori». Leggi tutto

La montagna madre, Acqua&Sapone

«Ci sono luoghi di cui custodiamo una memoria ancora prima d’averli incontrati. Sono i luoghi che chiameremo “casa”, quelli verso cui stiamo andando, quelli dove, prima o poi, arriveremo. La Majella per chi arriva è soprattutto questo: paesaggio dell’anima, voce sottile, invito a stare». Leggi sul web · Leggi su carta

Creta la più grande, Acqua&Sapone

«Atterrare a Creta non è come arrivare in una qualsiasi delle isole greche. Creta ha un suo odore specifico e non potrebbe trovarsi altrove né essere altrimenti. Con una superficie di 8.335 chilometri quadri è l’isola più grande tra le greche»Leggi sul web · Leggi su carta

Matera, Aliano, Lucania, Acqua&Sapone

«Vi diranno che non esiste, non credeteci. La Basilicata è una regione capace di lasciare tracce indelebili negli animi di viandanti e viaggiatori. Lucania, l’antica denominazione di questo territorio, che inizialmente non comprendeva la provincia di Matera, conferisce ancora il nome ai suoi abitanti». Leggi sul web · Leggi su carta

Lipari. Nostra signora dei vulcani, Acqua&Sapone

«Lipari è l’isola più grande dell’arcipelago vulcanico delle Eolie, la più conosciuta fin dall’antichità, l’unica ad accogliere un piccolo centro storico. Meligunis, così la chiamavano i Greci, la dolce. Per arrivarci, dovrete farlo con il traghetto o l’aliscafo». Leggi sul web · Leggi su carta

Donne che abbracciano gli alberi, Genesis

«Piantare semi, abbracciare tronchi, arrampicarsi tra i rami. Diversi sono i modi in cui singole donne o movimenti di attiviste, nel mondo, hanno disobbedito alle politiche di deforestazione e sfruttamento dei suoli, mettendo in gioco corpi e linguaggi per salvaguardare gli ecosistemi silvestri». Leggi tutto

Passaggio a L’Aquila, Il Cambiamento

«Arrivare a L’Aquila in un giorno di maggio, il sole caldo, il sorriso dentro, significa fermarsi non appena varcato il confine di quella che è ancora una ferita aperta, un solco doloroso che fa fatica a cicatrizzare. L’impressione è d’impatto e arriva pesante, tutta insieme, come un blocco di cemento che si stacca da un palazzo e cade a terra». Leggi sul web · Leggi in pdf

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