racconti

resli taleQuel poco che so di te, Cadillac, 2017

«Mi chiedo se questo posto ci assomiglia, se si può assomigliare a un deserto di ferro e di polvere, a un’isola di cemento, alla tristezza che ti afferra la gola quando vai a buttare la spazzatura e senti i cani che abbaiano dai balconi». Leggi tutto

 

 

EPSON MFP image

Le capre di Rani, Verde Rivista, 2017

«Le mani della vecchia ripiegano un impasto sconosciuto, cambiano angolo di tanto in tanto per mescolare il brodo sul fuoco. Le vedo alternarsi nell’ombra della casa, ripetere gesti consolidati spostando l’aria di poco, con una sapienza posata e quasi inconsistente». Leggi tutto

 

OLYMPUS DIGITAL CAMERANon ancora cancellata, Pastrengo, 2016


«La mattina presto il timbro è fermo al giorno prima, il rappresentante ci chiede se vogliamo il caffè. Al registro delle donne ci sto io. Dalla porta si vedono i prossimi. Abbiamo attaccato i cartelli ma sbagliano tutti. I maschi vengono da me, le donne dall’altra parte». Leggi tutto


costola cover webAdesivo speciale per incollare fortemente,
Costola, 2016

«In principio era il vaso. Caduto dal ripiano, frantumato in molteplici pezzi. Schegge, ne avevamo trovate fin sotto l’armadio, per mesi ne spuntavano fuori. Poi la maniglia della finestra, all’improvviso staccata, e ancora dopo il chiodo, scivolato fuori dallo stucco dietro il quadro, e la lampada mantide con le antenne spezzate». Leggi tutto


speriamo vederci sempre flanerie
Speriamo di vederci sempre, Flanerì, 2016

«Da quando sono arrivata qui mi capita di pregare. Anche adesso che infilo un passo dietro l’altro sulla neve, muovo appena le labbra. Ave regina dei cieli che rechi nel mondo la luce, pronuncio piano. “Come dice?” mi chiede la signora dell’alimentari impegnata a liberare l’ingresso dal ghiaccio. Ha i capelli lunghi, legati in una treccia arrotolata dietro la nuca. Insieme ai fustini di Dash vende pure il pane». Leggi tutto

amica montabile colla.jpgL’amica montabile, Colla, 2015; Premio Treccani Web, 2016

«La mia amica è fatta a pezzi, te la devi montare. Ha gli occhi di Erre e la bocca di A. I piedi di E e le mani di mia madre. Il cuore di mia sorella e la curiosità di Esse. Le storie di Ci. La voce di Elle, le parole di I. I ricci di Pi. Il sorriso di Esse, un’altra Esse. Le immagini di A, un’altra A. Il mondo come lo vede Emme. La mia amica, ne incontro mensole e bulloni, ante e cassetti, schede madri e processori, rotelle e cavi». Leggi tutto


al piano di sopra
Al piano di sopra,
Abbiamo le prove, 2016

«Al piano di sopra prima ci abitava un vecchio senza corde vocali. Pensavo che l’appartamento fosse vuoto e invece un giorno avevo guardato per terra e c’era una polverina bianca. Mi ero chiesta da dove venisse e alzando lo sguardo fino al soffitto avevo ricevuto la risposta. Intonaco. Il vecchio senza corde vocali diceva che non era colpa sua, né della sua lavatrice. Era colpa della pioggia, ripeteva aspirando. Pioh. Ggiah». Leggi tutto


escluso il caneEscluso il cane
, Il Paradiso degli Orchi, 2015

«Era una di quelle sere il gelsomino in gola, una di quelle la strada buia, una sera “che ci faccio qui”, di quelle che se torni a casa non ti aspetta nessuno. Hai presente i single? Ecco non pensare che la cosa non ti riguardi, siamo tutti single pure quando siamo appaiati e collettivi e se ti concentri bene puoi sentirla chiara in petto quella bestia sola sola che si arrotola la coda-sciarpa intorno». Leggi tutto

 

cadillacLe cose che non dico, Cadillac, 2015

«La prima volta è successo con Sandro, sarà stato quindici anni fa. M’insegnava a cantare. Devi sentire il diaframma, diceva, e mi sfiorava il torace con i pollici. Respira un poco e tieni l’aria come su un lenzuolo, sostienila, diceva, aiutati con gli addominali più bassi come a voler fare un colpo di tosse, così, mi prendeva le mani». Leggi tutto


solo dio lo saSolo dio lo sa
, Abbiamo le prove, 2015

«Chiudi gli occhi, dice la voce. E il carrello mi fa scivolare nel tunnel, un gigantesco grembo di plastica che in pochi secondi m’inghiotte così come sono, orizzontale, e intera. Tutto comincia qui dentro, quando sento dei rumori molto forti e per non farmi prendere dalla claustrofobia penso: sono al concerto dei Prodigy». Leggi tutto

 


da qui dentro.jpgDa qui dentro, da qui fuori
, Iacobelli, 2014

«Nell’ingresso, in questa sala, nello studio, nel corridoio, su questo tavolo che tra quattro ore si piegherà, si allungherà, ruoterà su se stesso, si chiuderà per riaprirsi diverso. Lavoro. Su questo piano – conquistato, condiviso, rimediato, arrangiato – piccolo-troppo piccolo, stretto-troppo stretto, scuro-troppo scuro, pieno-troppo pieno. Poggio polsi, gomiti, avambracci, caviglie, talloni». Leggi tutto



monologo-a-piucc80-voci.jpgMonologo a più voci
, DWF, 2009

«Mi sto risvegliando per amore. Lo so. È l’unica spiegazione. Da sola non potrei mai abbandonare questo mondo di stelle luminose e discrete. Dal mio sonno profondo, da questo silenzio incantato, riesco forse a sentire la tua rumorosa inquietudine, il movimento irrequieto del tuo corpo»Leggi tutto


note al margineAnna sottosopra
, LabNovecento, finalista Note al Margine Premio Letterario per le Periferie Romane, 2008

«Mentre metto il piede sinistro sul 40express lei sarà già sveglia. Il primo sbadiglio lo avrà regalato al cielo. Agli altri avrà urlato il suo ironico buongiorno. Alle fette biscottate appese al chiodo, sul muro, avrà sorriso bestemmiando». Leggi tutto



italians.png41P, Rizzoli, vincitore Italians, Corriere della Sera, 2008

«Il 41P passa dall’altro lato della strada alle otto e quaranta. Si ferma alla rotonda, imbocca la discesa e raggiunge il quartiere popolare. Fa il giro e poi risale in piazza, ma senza eccessiva fretta. Si ferma sotto la fontana e apre le portiere. Dice buongiorno alle donne che stavano aspettando a terra». Leggi tutto

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