altri scritti

Saggi e interventi, una selezione

DWF haraway.jpgDiffrazioni. Donna Haraway e il progetto di una tecnoscienza situata, DWF, 2014

«Il cyborg, in questo senso, è una figura della contemporaneità che non teme la parentela tra macchinico e animale, l’immagine calzante per un approccio scientifico femminista ma non tecnofobico. Solo all’interno del complesso scenario tecnologico, dice infatti Haraway, sarà possibile trovare una via d’uscita dai dualismi». 

 

breathing irigarayBetween goddesses and cyborgs, Breathing with Luce Irigaray, Bloomsbury, 2013

«Nella fase più recente del suo lavoro, Luce Irigaray parla della contemporaneità come “età del respiro”, la terza fase della Storia. Questo terzo tempo, che è il tempo dello Spirito e del superamento della genealogia come principio fondante della comunità, non ignora il rapporto con la ‘natura’». Leggi tutto

 

Snodi 11_tecnologieSe il lavoro diventa una ‘faccenda’ domestica, Snodi, Toletta Edizioni, 2013 (con Sandra Burchi)

«Il monitor del personal computer, il più delle volte portatile, connesso alla rete internet in modalità wireless, senza fili, mi sembra incarni bene questa ‘sottile membrana’ fra il dentro e il fuori, tra l’estremo isolamento e la condivisione diffusa, questo essere “insieme ma soli”, come scrive Sherry Turkle nel suo ultimo lavoro». Leggi tutto

 

 

giustificazioni.pngGiustificazioni, LabDonnae, 2013

«Se mi vedi, se mi senti, se mi leggi, se mi ri-conosci, allora esisto. Poter fare questo è una conquista impagabile, doverlo fare per dimostrare di esistere è una giustificazione infinita. E le donne si giustificano, ci giustifichiamo, continuamente, con i corpi e con le parole. Le donne dubitano ancora di se stesse, dubitiamo di noi stesse, e quindi delle altre». Leggi tutto

 

non devo nienteNon devo niente, LabDonnae, 2013

«Perché sbatti le cose? Mi chiede spesso il mio compagno quando ho in mano oggetti che hanno a che fare con la cucina e la casa. Allora io lo guardo senza saper bene cosa rispondere. Poi mi ricordo del video di Martha Rosler, Semyotics of the Kitchen, e sorrido». Leggi tutto

 

dwf vicini come.jpgVicini come? Relazioni andata e ritorno, DWF, 2012

«Proprio perché include la vita, non esclude il domestico, non prescinde dalla soddisfazione dei bisogni primari – che non sono esclusivamente materiali –, il vivere comune chiama in causa la dimensione di nutrimento che ogni relazione comporta, il bisogno di ‘intimità’, il tempo del corpo, delle passioni, dell’aprirsi al non ancora/non più umano»Leggi tutto

 

leggendaria diversamente occupate.jpgDiversamente occupate, Leggendaria, 2012

«Il lavoro. Questa parola era stata per me sempre aliena e invitante, ammaliatrice e nemica. Sapevo che potevo lavorare perché molte donne prima di me avevano lottato per avere la possibilità di essere “indipendenti”, ma allo stesso tempo constatavo di non aver scelta: non potevo decidere se lavorare, dovevo lavorare e basta». Leggi tutto

 

leggendaria bricoleuse.jpg

La Bricoleuse, Leggendaria, 2009

«Preferisco intendere il talento nella sua accezione più rara di desiderio, vocazione, inclinazione, disposizione d’animo. Una donna di talento non potrebbe che essere una realizzatrice, una bricoleuse che sa dove cercare e cosa per mettere insieme, comporre dal reale scomposto, inventare». Leggi tutto

 

Articoli e approfondimenti, una selezione

shekespeare.jpgA Londra Shakespeare in dieci atti, Acqua&Sapone, 2016

«Una mostra che ha il volto di Vivien Leigh vestita da Titania in una rappresentazione di Sogno di una notte di mezza estate nel 1937 e che raccoglie materiali relativi alle performance che hanno reso Shakespeare quell’icona che ancora rappresenta per la cultura contemporanea». Leggi sul web · Leggi su carta

 

londonderry.pngAnnie Londonderry e il giro del mondo in bicicletta, inGenere, 2015

«Annie Kopchovsky aveva ventitré anni quando decise di lasciare nell’armadio le gonne e i corsetti e allontanarsi dalla sua casa di Boston, da suo marito e dai tre figli piccoli, per tentare un’impresa del tutto impensabile al tempo per una ragazza: fare il giro del mondo in bicicletta». Leggi tutto

 

homeworkers.pngCase a lavoro. Storie di homeworkers, inGenere, 2015

«Telelavoro non è la parola adatta. Chi lavora da casa oggi è il più delle volte un indipendente, senza un contratto subordinato, senza una sede centrale di riferimento. Il termine telelavoro nasce piuttosto per definire attività dipendenti che si svolgono a distanza, delocalizzate in periferia rispetto a un centro che rimane l’azienda, l’ufficio». Leggi tutto

 

io lavoro da casa.pngIo lavoro da casa, Altreconomia, 2015

«L’homeworking è, nei paesi di lingua anglosassone, il lavoro indipendente che si svolge da casa. In Italia, invece, non esiste ancora un’espressione associata a quello che è diventato “stile di vita” per un numero di persone consistente, e il concetto normativo di telelavoro -introdotto a livello europeo, e recepito nel 2004 – non è più adeguato». Leggi tutto

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