altri scritti

Articoli e saggi, una selezione

Scorticate e fatte a pezzi, Not (Nero Edition)

«Pensiamo a una donna, cerchiamo di ricostruirne la storia clinica. Vedremo un susseguirsi di schermate. Scie bianche su sfondi neri, cd rom. Radiografie da cui emergono ossa gessose e denti consumati dal tempo. Fibroadenomi di pochi millimetri incastonati nel tessuto della mammella. Costellazioni fluorescenti di arterie e neuroni, scintigrafie». Leggi tutto

Rileggere Donna Haraway ai tempi di Stranger Things, La Balena Bianca

«Che il confine tra fantascienza e realtà sociale è un’illusione ottica è una delle frasi di Donna Haraway capaci di fare ritorno più spesso alla mente di chi ne ha letto i lavori, forse perché nella sua apparente stranezza svela qualcosa che in questo momento si trova, se non proprio davanti agli occhi di tutti, sotto la pelle di molti». Leggi tutto

L’amore erotico di Freya Mathews, Il nostro corpo il corpo del mondo, Iaph Italia

«Ho scoperto il lavoro di Freya Mathews, teorica e docente di filosofia ambientale a Melbourne, grazie a Etain Addey, scrittrice e contadina bioregionalista che ho incontrato anni fa a Pratale, quando la traduzione in italiano del libro ‘Reinhabiting reality’ era ancora in corso». Leggi tutto

Susan George, un’altra economia è possibile, Il Manifesto

«Più che ottantenne, quella che avanza verso di noi con piglio sicuro è una signora alta e autorevole, un trolley al seguito e una mano a impugnare un bastone, appena scesa da un volo partito da Parigi, città dove si è trasferita dagli Stati Uniti e dove oggi vive. Tre figli e quattro nipoti non le hanno impedito di diventare una delle intellettuali più attive nel contrasto alle ingiustizie sociali generate dall’economia del nostro secolo». Leggi tutto

A Londra Shakespeare in dieci atti, Acqua&Sapone

«Una mostra che ha il volto di Vivien Leigh vestita da Titania in una rappresentazione di Sogno di una notte di mezza estate nel 1937 e che raccoglie materiali relativi alle performance che hanno reso Shakespeare quell’icona che ancora rappresenta per la cultura contemporanea». Leggi sul web · Leggi su carta

Annie Londonderry e il giro del mondo in bicicletta, inGenere

«Annie Kopchovsky aveva ventitré anni quando decise di lasciare nell’armadio le gonne e i corsetti e allontanarsi dalla sua casa di Boston, da suo marito e dai tre figli piccoli, per tentare un’impresa del tutto impensabile al tempo per una ragazza: fare il giro del mondo in bicicletta». Leggi tutto

Case a lavoro. Storie di homeworkers, inGenere

«Telelavoro non è la parola adatta. Chi lavora da casa oggi è il più delle volte un indipendente, senza un contratto subordinato, senza una sede centrale di riferimento. Il termine telelavoro nasce piuttosto per definire attività dipendenti che si svolgono a distanza, delocalizzate in periferia rispetto a un centro che rimane l’azienda, l’ufficio». Leggi tutto

Io lavoro da casa, Altreconomia

«L’homeworking è, nei paesi di lingua anglosassone, il lavoro indipendente che si svolge da casa. In Italia, invece, non esiste ancora un’espressione associata a quello che è diventato “stile di vita” per un numero di persone consistente, e il concetto normativo di telelavoro -introdotto a livello europeo, e recepito nel 2004 – non è più adeguato». Leggi tutto

Diffrazioni. Donna Haraway e il progetto di una tecnoscienza situata, DWF

«Il cyborg, in questo senso, è una figura della contemporaneità che non teme la parentela tra macchinico e animale, l’immagine calzante per un approccio scientifico femminista ma non tecnofobico. Solo all’interno del complesso scenario tecnologico, dice infatti Haraway, sarà possibile trovare una via d’uscita dai dualismi». 

Between goddesses and cyborgs, Breathing with Luce Irigaray, Bloomsbury

«Nella fase più recente del suo lavoro, Luce Irigaray parla della contemporaneità come “età del respiro”, la terza fase della Storia. Questo terzo tempo, che è il tempo dello Spirito e del superamento della genealogia come principio fondante della comunità, non ignora il rapporto con la ‘natura’». Leggi tutto

Se il lavoro diventa una ‘faccenda’ domestica, Snodi, Toletta Edizioni (con Sandra Burchi)

«Il monitor del personal computer, il più delle volte portatile, connesso alla rete internet in modalità wireless, senza fili, mi sembra incarni bene questa ‘sottile membrana’ fra il dentro e il fuori, tra l’estremo isolamento e la condivisione diffusa, questo essere “insieme ma soli”, come scrive Sherry Turkle nel suo ultimo lavoro». Leggi tutto

 

Giustificazioni, LabDonnae

«Se mi vedi, se mi senti, se mi leggi, se mi ri-conosci, allora esisto. Poter fare questo è una conquista impagabile, doverlo fare per dimostrare di esistere è una giustificazione infinita. E le donne si giustificano, ci giustifichiamo, continuamente, con i corpi e con le parole. Le donne dubitano ancora di se stesse, dubitiamo di noi stesse, e quindi delle altre». Leggi tutto

Non devo niente, LabDonnae

«Perché sbatti le cose? Mi chiede spesso il mio compagno quando ho in mano oggetti che hanno a che fare con la cucina e la casa. Allora io lo guardo senza saper bene cosa rispondere. Poi mi ricordo del video di Martha Rosler, Semyotics of the Kitchen, e sorrido». Leggi tutto

Vicini come? Relazioni andata e ritorno, DWF

«Proprio perché include la vita, non esclude il domestico, non prescinde dalla soddisfazione dei bisogni primari – che non sono esclusivamente materiali –, il vivere comune chiama in causa la dimensione di nutrimento che ogni relazione comporta, il bisogno di ‘intimità’, il tempo del corpo, delle passioni, dell’aprirsi al non ancora/non più umano»Leggi tutto

Diversamente occupate, Leggendaria

«Il lavoro. Questa parola era stata per me sempre aliena e invitante, ammaliatrice e nemica. Sapevo che potevo lavorare perché molte donne prima di me avevano lottato per avere la possibilità di essere “indipendenti”, ma allo stesso tempo constatavo di non aver scelta: non potevo decidere se lavorare, dovevo lavorare e basta». Leggi tutto

La Bricoleuse, Leggendaria

«Preferisco intendere il talento nella sua accezione più rara di desiderio, vocazione, inclinazione, disposizione d’animo. Una donna di talento non potrebbe che essere una realizzatrice, una bricoleuse che sa dove cercare e cosa per mettere insieme, comporre dal reale scomposto, inventare». Leggi tutto

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