la valle che combatte unita per resistere all’alta velocità e difendere lo spirito incontaminato della montagna è un’immagine che conosco bene. si trova, oltre che in val di susa, anche dentro di me, e – ne sono sicura – non sono l’unica.
la mia valle, il luogo sacro e indispensabile che nutre la vita, fatto di carne e ossa ma anche di spirito e ragione, urla quotidianamente, resiste all’alta velocità imposta che distrugge e prevarica, pervade e colonizza, divora e non restituisce le menti, i corpi, le anime.
l’alta velocità, che pretende la fretta come unico atteggiamento possibile, che genera l’incapacità di fermarsi e svuotarsi (come una valle si svuota di fronte alla montagna), quindi di essere presenti – presenti nello spazio e nel tempo, e a se stessi – è una forza distruttiva che minaccia la valle, la lentezza dei suoi ritmi, dei suoi saperi, delle sue intuizioni più viscerali; la segna una volta per tutte per farla propria e ne occulta la natura più autentica.
resistere all’alta velocità è una battaglia quotidiana che non inizia né può finire in una valle. è una storia che nasce e continua prima e oltre i confini della montagna.
resistiamo all’alta velocità, sempre e in ogni luogo. la gatta presciolona, diceva mia nonna, fa i figli ciechi. la lentezza, dico io, è la nostra coscienza. riprendiamocela.








Nel referendum della primavera 2011, ho visto finalmente per la prima volta tanti Italiani uniti in un voto positivo per l’Italia. Riprendiamo l’Italia. E’ nostra. Diffondete l’unità degli Italiani. Per la No TAV dobbiamo essere tutti uniti, sempre; E anche contro tutte le nefandezze di questa associazione a delinquere di politici. Italiani SVEGLIA. Siete tutti ipnotizzati, SVEGLIA. Siamo ancora in tempo, anche se tardi. Giosuele Volante