non centro

come si fa a vivere sospesi a decine di metri da terra, schiacciati tra le pareti, senza balconi, con i muri davanti alle finestre, scendere la mattina all’alba e incastrarsi tra le lamiere, nel traffico uno contro tutti, poi chiudersi in una stanza illuminata al neon con i filtri dell’aria condizionata andati a male, i doppi vetri e le infinite pause sigarette e caffè per ‘respirare’? ascensori e scale mobili, tunnel sotterranei e file ai semafori, puzza di smog che ottura la gola e rumore di motori e clacson nelle tempie. continuamente, continuamente. per tornare nel cemento dieci ore dopo a mangiare surgelati.

cemento-lamiere-cemento-lamiere rinunciando alla luce, all’aria, al cielo sulla testa, al fresco degli alberi, alle cose buone da mangiare, al silenzio. ma non vi viene la claustrofobia? e non mi dite che vi siete abituati, che ci si abitua. è un inferno. non è terribile ‘abituarsi’ all’inferno? non è un crimine contro l’umanità, contro ognuno di noi, un costante attentato alla vita?

io ogni volta che passo di qua penso che questa metropoli è un cancro, un grosso cancro che ha distrutto in ogni anima la convinzione che vivere in un luogo minimamente ‘bello’ sia un diritto fondamentale, alla base di qualsiasi esistenza. eppure tutti vogliono viverci a costo di morire lentamente, a costo di indebitarsi fino al collo, a costo di dipendere da questa infinita bruttezza convincendosi che sia quanto di più desiderabile. perché è qui che succede tutto, è qui che vali, è qui che diventi qualcuno. questo, ragazza mia, è il centro del mondo.

la prima volta che ci sono entrata davvero, mi sono sentita male, mi sono dovuta stendere su una panchina di pietra in mezzo al caos, non smettendo di pensare neanche per un attimo che il posto dove mi trovavo non poteva essere reale.

continuo a sentirmi male ogni volta. a quanto pare il mio centro non si trova qui, e io qui non centro. non mi abituerò mai, e ho l’impressione di salvarmi tutte le volte che non mi abituo e torno altrove.

l’unico modo per salvare il mondo è salvare se stessi, secondo me.

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